Co-progettazione, cosa vuol dire per il futuro degli ETS
Co-progettazione: Oltre l’Appalto, Verso l’Amministrazione Condivisa
Per anni, il rapporto tra Pubblica Amministrazione (PA) e Terzo Settore è stato simile a quello tra un cliente esigente e un fornitore di servizi: io pago, tu esegui. Ma la realtà dei bisogni sociali — dalla povertà educativa all’housing sociale — è troppo complessa per essere risolta con un semplice contratto di acquisto.
Recentemente, una storica sentenza del Consiglio di Stato (commentata dal giurista Luca Gori) ha messo un punto fermo su una questione vitale: la co-progettazione non è una “scelta di comodo” per risparmiare, ma un modello alternativo di democrazia fondato sulla collaborazione.
Il Cambio di Paradigma: Dal “Cosa mi serve” al “Cosa facciamo insieme”
La co-progettazione nasce da una constatazione di umiltà: lo Stato non ha tutte le risposte. Gli Enti del Terzo Settore (ETS), radicati sul territorio, possiedono quel “sapere di prossimità” che spesso sfugge ai palazzi del potere.
Mentre l’appalto pubblico si basa sulla competizione (vince chi offre il miglior servizio al minor prezzo), la co-progettazione si basa sulla convergenza. Non c’è uno scambio economico (quello che i giuristi chiamano rapporto sinallagmatico), ma una messa in comune di risorse, idee e competenze per raggiungere un obiettivo che nessuno dei due attori potrebbe centrare da solo.
I Tre Pilastri della Co-progettazione secondo il Consiglio di Stato
La recente giurisprudenza ha chiarito tre punti fondamentali che ogni professionista del sociale e ogni amministratore pubblico dovrebbe scolpire sulla propria scrivania:
-
Flessibilità e Dinamismo: A differenza di un appalto, dove le varianti in corso d’opera sono un incubo burocratico, la co-progettazione è fluida. Se il bisogno sociale cambia mentre il progetto è in corso, il progetto stesso può evolvere. È un “organismo vivo”.
-
Gratuità e Assenza di Profitto: Qui sta il cuore del modello. Non si parla di “prezzo”, ma di rimborso spese. L’ETS non deve guadagnare sul progetto, ma deve poter coprire ogni costo reale, inclusi i lavoratori professionisti.
-
Trasparenza non è Burocrazia: Anche se non è un appalto, la co-progettazione non è un “affare privato”. Deve essere pubblica, aperta e rendicontata. La trasparenza serve a giustificare perché quella specifica alleanza sia la migliore possibile per la collettività.
La Fine del Mito del “Volontariato ad ogni costo”
Uno dei passaggi più rivoluzionari del chiarimento del Consiglio di Stato riguarda il lavoro. Per troppo tempo si è pensato che “co-progettare” significasse usare solo volontari per risparmiare soldi pubblici.
Niente di più sbagliato. La sentenza chiarisce che il rimborso dei costi del personale contrattualizzato è assolutamente legittimo e necessario. Non è una “remunerazione del fattore produttivo” (ovvero profitto), ma il riconoscimento che per fare innovazione sociale servono professionisti. Questo tutela i lavoratori del Terzo Settore e impedisce che la PA utilizzi l’amministrazione condivisa come una scorciatoia per avere lavoro a basso costo.
Co-programmazione e Co-progettazione: Due Facce della Stessa Medaglia
Spesso si fa confusione tra questi due termini. Per semplificare, possiamo usare una metafora architettonica:
-
La Co-programmazione è il momento in cui decidiamo se costruire un parco, un ospedale o una scuola in quel quartiere. È la fase dell’ascolto e della strategia.
-
La Co-progettazione è il momento in cui disegniamo insieme le stanze, scegliamo i materiali e decidiamo come gestire gli spazi.
Sebbene la legge li distingua, la tendenza attuale è quella di vederli come un processo unitario. Non ha senso progettare una soluzione se prima non abbiamo analizzato insieme il problema. La co-programmazione orienta le risorse; la co-progettazione le trasforma in azione.
Le Sfide Aperte: Non è tutto oro quel che luccica
Nonostante il quadro normativo sia sempre più chiaro (grazie all’Articolo 55 del Codice del Terzo Settore), le sfide rimangono.
-
La Resistenza Culturale: Molti funzionari pubblici temono ancora la Corte dei Conti e preferiscono il “rifugio sicuro” del bando di gara tradizionale.
-
La Capacità del Terzo Settore: Non tutti gli enti sono pronti a sedersi a un tavolo di co-progettazione. Serve capacità di analisi, visione strategica e, soprattutto, capacità di collaborare anche tra enti diversi (le cosiddette “reti di scopo”).
-
La Misurazione dell’Impatto: Se non usiamo il criterio del prezzo più basso, come misuriamo il successo? Dobbiamo imparare a valutare l’impatto sociale, un compito molto più difficile che leggere un bilancio.
Perché questa sentenza è una “buona notizia” per i cittadini
In definitiva, perché dovrebbe interessarci una sentenza del Consiglio di Stato su un caso di housing sociale a Milano?
Perché sancisce che il cittadino non è solo un utente passivo di servizi calati dall’alto, ma parte di una comunità che ha il diritto e il dovere di auto-organizzarsi. La co-progettazione è lo strumento che permette a questa energia sociale di diventare politica pubblica.
Quando un Comune e un’associazione co-progettano, stanno dicendo: “Questo problema è di tutti, e la soluzione appartiene a tutti”. È la vittoria della sussidiarietà orizzontale sulla logica del mercato e sulla burocrazia difensiva.
Conclusione: Il Futuro è Condiviso
Siamo a quasi dieci anni dall’entrata in vigore del Codice del Terzo Settore e, come sottolinea Gori, stiamo finalmente trovando un “sentire unitario”. La strada è tracciata: la co-progettazione non è più una sperimentazione per pochi pionieri, ma la via maestra per un welfare moderno, flessibile e, soprattutto, umano.
Il prossimo passo? Passare dalle aule di tribunale alle piazze, rendendo questi processi la normalità amministrativa di ogni piccolo e grande comune italiano.
Nota per il lettore: Se operi nel Terzo Settore o nella PA, ricorda che la co-progettazione non è un modulo da compilare, ma un tavolo a cui sedersi senza pregiudizi. La vera innovazione non sta nel software che userete, ma nella qualità della relazione che saprete costruire.
—
– La nostra WebApp
Vuoi conoscere di più?
Contattaci, organizzeremo un incontro per presentarti tutti i vantaggi