MODELLO EAS 2026: OBBLIGHI, SCADENZE E NOVITA’ PER GLI ENTI ASSoCiATIVI

Modello Eas 2026: obblighi, scadenze e novità per gli enti associativi

Il modello Eas 2026 rappresenta uno degli adempimenti fiscali più rilevanti per gli enti associativi non commerciali. Con scadenza 31 marzo 2026, infatti, molte associazioni sono state chiamate a verificare la propria posizione e, se necessario, procedere con l’invio della comunicazione all’Agenzia delle Entrate.

Ma cosa cambia rispetto agli anni precedenti? E soprattutto, chi è davvero obbligato?

Cos’è il modello Eas e perché è fondamentale

Il modello Eas 2026 è una comunicazione obbligatoria attraverso cui gli enti associativi trasmettono all’Agenzia delle Entrate i dati rilevanti ai fini fiscali.

La sua importanza è sottovalutata, ma le conseguenze di un mancato invio sono rilevanti: l’ente perde infatti i benefici fiscali previsti per le associazioni non commerciali. Questo significa che quote associative, contributi e corrispettivi versati dai soci possono essere assoggettati a tassazione sia ai fini IRES che IVA.

Per questo motivo, il rispetto degli obblighi legati al modello Eas 2026 è essenziale per mantenere il corretto regime fiscale.

Le novità normative dal 2026

A partire dal 1° gennaio 2026, alcune modifiche normative hanno inciso in modo significativo sul trattamento fiscale delle attività associative.

In particolare, è stato modificato il regime della non commercialità ai fini IRES: le associazioni culturali e quelle che operano nella formazione della persona(non scolastica) non beneficiano più di tale agevolazione per le attività svolte verso corrispettivo nei confronti dei soci.

Diversa la situazione ai fini IVA. Grazie alla proroga al 2036, continua ad applicarsi il regime di esclusione, mantenendo quindi la non commercialità per diverse tipologie associative.

Questo ha generato un disallineamento tra IRES e IVA: alcune attività risultano commerciali ai fini delle imposte dirette, ma non ai fini IVA. In questo contesto, il modello Eas 2026 rimane uno strumento fondamentale per preservare almeno i benefici fiscali legati all’IVA.

Chi deve presentare il modello Eas 2026

Sono tenuti alla presentazione del modello Eas 2026 gli enti associativi non commerciali, diversi dagli enti del Terzo settore, che svolgono determinate attività.

In particolare:

  • associazioni non riconosciute che svolgono attività istituzionale o attività verso corrispettivo
  • associazioni che svolgono attività commerciale non prevalente

Alcuni enti possono compilare il modello in forma semplificata, mentre altri devono completarlo integralmente.

Chi è esonerato

Non tutti gli enti sono obbligati all’invio del modello Eas 2026.

Sono esonerati:

  • gli enti del Terzo settore iscritti al RUNTS
  • le associazioni e società sportive dilettantistiche iscritte al RASD

Anche gli enti in via di costituzione che intendono diventare ETS devono prestare attenzione: fino all’iscrizione al RUNTS, è consigliabile presentare il modello entro 60 giorni dalla costituzione, per evitare criticità nel periodo transitorio.

Quando va presentato

Il termine principale per il modello Eas 2026 era il 31 marzo 2026.

Le nuove associazioni devono invece inviarlo entro 60 giorni dalla costituzione.

Per gli enti già esistenti, l’obbligo scatta solo in presenza di variazioni rilevanti rispetto ai dati precedentemente comunicati. In tal caso, devono essere trasmesse le modifiche intervenute nel corso del 2025.

Non tutte le variazioni richiedono una nuova presentazione: sono escluse, ad esempio, modifiche relative ai dati anagrafici o ad alcuni valori economici.

Modalità di invio

Il modello Eas 2026 deve essere trasmesso esclusivamente per via telematica.

L’invio può essere effettuato:

  • direttamente dall’ente, tramite i servizi dell’Agenzia delle Entrate
  • tramite un intermediario abilitato, come CAF o commercialista

Cosa succede in caso di ritardo

Se il termine del 31 marzo 2026 non è stato rispettato, è comunque possibile regolarizzare la propria posizione.

Attraverso la cosiddetta “remissione in bonis”, il modello Eas 2026 può essere presentato entro il 30 settembre 2026, pagando una sanzione di 250 euro, a condizione che non siano già iniziate attività di controllo.

Un quadro normativo in evoluzione

È importante sottolineare che il contesto normativo del Terzo settore è ancora in evoluzione. Alcune informazioni disponibili sui canali ufficiali potrebbero non essere aggiornate alle ultime modifiche introdotte.

Per questo motivo, gli enti associativi devono prestare particolare attenzione agli aggiornamenti normativi e valutare con precisione i propri obblighi.

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