Che cos’è il RUNTS e perché è diventato centrale per gli Enti del Terzo Settore?

Che cosa è il Registro Unico Nazionale Terzo Settore o RUNTS?

Negli ultimi anni il mondo del no profit italiano è stato interessato da una trasformazione normativa profonda e sostanziale, la cosiddetta riforma del Terzo Settore, (Codice del Terzo Settore).

La riforma ha infatti ridefinito il quadro giuridico, fiscale e organizzativo delle associazioni e degli enti senza scopo di lucro.

Uno degli elementi più rilevanti di questa riforma è la creazione del Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS), uno strumento che rappresenta il punto di riferimento per il riconoscimento e la regolamentazione degli enti che operano con finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale.

Comprendere il ruolo del RUNTS è quindi fondamentale per chiunque ricopra incarichi di responsabilità all’interno di un’associazione o di un ente del Terzo Settore.

Che cos’è Il RUNTS: il registro pubblico degli enti del Terzo Settore

Il RUNTS è un registro pubblico istituito per raccogliere e rendere consultabili le informazioni sugli enti che operano nel Terzo Settore.

Gli enti che si iscrivono al registro entrano formalmente a far parte della categoria degli Enti del Terzo Settore (ETS) e diventano soggetti alla disciplina prevista dal Codice del Terzo Settore.

Il registro è organizzato in diverse sezioni, le quali identificano le principali tipologie di enti:

  • Organizzazioni di volontariato (OdV), basate prevalentemente sull’attività dei volontari;
  • Associazioni di promozione sociale (APS), caratterizzate da una base associativa aperta e da attività rivolte alla collettività;
  • Enti filantropici, che svolgono prevalentemente attività erogative;
  • Imprese sociali, che esercitano attività economiche in settori di interesse generale;
  • Reti associative, che coordinano e supportano altri enti del Terzo Settore;
  • Società di mutuo soccorso.

L’iscrizione nel RUNTS consente quindi di individuare in modo chiaro la natura dell’ente e le regole che ne disciplinano l’attività.

Iscrizione al RUNTS: obbligo o scelta?

Uno degli aspetti che spesso genera dubbi nelle associazioni riguarda la natura dell’iscrizione al RUNTS.

È importante chiarire che l’iscrizione non è sempre obbligatoria, infatti in molti casi rappresenta piuttosto una scelta strategica e un’opportunità che l’ente deve valutare in base alla propria attività e ai propri obiettivi.

Ad esempio, alcune associazioni potrebbero non avere interesse ad iscriversi al RUNTS se non svolgono attività commerciali, non intendono accedere al 5 per mille, non partecipano a bandi pubblici o a progetti con la pubblica amministrazione o svolgono attività esclusivamente a favore dei propri associati.

In questi casi l’ente può continuare ad operare secondo la disciplina ordinaria prevista dal Codice civile e dal Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR).

Tuttavia, la riforma del Terzo Settore ha modificato molte delle norme che regolavano storicamente il mondo associativo e per questo motivo, anche gli enti che scelgono di non iscriversi al RUNTS devono comunque valutare attentamente le conseguenze della riforma sul proprio modello organizzativo.

Opportunità e responsabilità dell’iscrizione

L’ingresso nel RUNTS può offrire diverse opportunità agli enti che operano nel sociale.

Tra le principali:

  • l’accesso al 5 per mille;
  • la possibilità di partecipare a progetti e bandi pubblici riservati agli ETS;
  • l’applicazione di regimi fiscali agevolati previsti dal Codice del Terzo Settore;
  • il riconoscimento formale dell’ente all’interno del sistema del Terzo Settore.

L’iscrizione comporta anche una serie di obblighi amministrativi e di trasparenza, infatti gli ETS devono:

  • adeguare il proprio statuto alle disposizioni del Codice del Terzo Settore;
  • adottare specifiche scritture contabili;
  • depositare periodicamente il bilancio nel RUNTS;
  • comunicare eventuali modifiche relative agli organi sociali o all’organizzazione dell’ente.

Questi obblighi sono finalizzati a garantire maggiore trasparenza nella gestione delle organizzazioni e a rafforzare la fiducia dei cittadini, dei donatori e delle istituzioni.

Il RUNTS nel nuovo sistema del Terzo Settore

Come specificato, la riforma del Terzo Settore ha introdotto un cambiamento profondo rispetto al passato: non si tratta semplicemente di una nuova etichetta giuridica, ma di un vero e proprio cambio di sistema, che coinvolge la governance degli enti, la loro fiscalità e le modalità di rendicontazione delle attività.

A partire dal 2026, inoltre, entrerà definitivamente a regime il nuovo assetto normativo, con la progressiva uscita di scena di alcuni regimi storici, come quello delle ONLUS, e la loro integrazione nel sistema degli ETS.

Per questo motivo, la comprensione del ruolo del RUNTS rappresenta oggi un passaggio fondamentale per tutte le organizzazioni che operano nel mondo del non profit, condizione che rappresenta per gli ETS l’esigenza di avere un assetto organizzativo e consulenziale più strutturato rispetto al passato.

Un primo passo verso una gestione più consapevole

Per presidenti, consiglieri e volontari che si occupano della gestione di un ente, il RUNTS non deve essere visto soltanto come un adempimento amministrativo.

Piuttosto, rappresenta uno strumento che contribuisce a rendere il sistema del Terzo Settore più trasparente, organizzato e riconoscibile, valorizzando il lavoro delle tante realtà associative che operano quotidianamente sul territorio: questa dovrebbe essere la ratio della norma e l’obiettivo del legislatore.

Comprendere il funzionamento del registro e le implicazioni della riforma significa quindi compiere un primo passo verso una gestione più consapevole e responsabile dell’ente, il quale deve mantenere il focus sull’importanza dell’aggiornamento continuo e della formazione costante.

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